Ma che succede se abbiamo una relazione consapevole con il nostro Responsabile, pensiamo di avere una comunicazione efficace per quanto ci è possibile, ma il rapporto con lui continua ad essere difficile?

Tra un momento passeremo in rassegna le manifestazioni più tipiche di questa difficoltà relazionale, ma è bene sapere che ci sono alcune strategie di base che possiamo tentare a prescindere dalla specifica difficoltà che ci lega a lui, e che possiamo sintetizzare così:

Nel dettaglio, ricorda che può essere sempre conveniente:

  • evitare gli scontri diretti, ma piuttosto cerca di fare un bel respiro e prenditi qualche secondo prima di rispondere a degli attacchi percepiti;
  • provare ad aiutarlo, specie nelle aree di debolezza, dove fa più fatica a lavorare (per esempio, supportarlo nell’uso di software specifici se lui è poco “digital friend”);
  • comprendere fino in fondo quelli che sono i suoi veri obiettivi e interessi, che ricadono sia nella sfera organizzativa che personale;
  • chiedere consigli ai precedenti collaboratori su come lavorare al meglio con il nostro attuale Responsabile, se sono persone delle quali puoi fidarti;
  • ma soprattutto, evita sempre di sparlare del tuo Responsabile con i colleghi, perché è la strada più veloce verso la rottura irreparabile del rapporto.

Poi ci sono alcune situazioni specifiche, a seconda del “tipo” di Responsabile che ti trovi davanti, e che vanno trattate ognuna a partire dalle sue caratteristiche:

Vediamole una ad una nel dettaglio:

Il Diffidente

C’è il caso del Responsabile diffidente, che ci sembra non si fidi di noi. In questi casi, abbiamo davanti una persona difensiva che difficilmente accetterà le nostre opinioni. Alcune manifestazioni estreme di questa diffidenza possono sfociare nella rabbia e nell’arroganza. Spesso queste persone abbracciano il “micromanagement” e, quindi, cercano di controllare nei minimi dettagli l’operato dei propri collaboratori. Non indicano solo il cosa fare, ma anche il come, riducendo il collaboratore ad un mero esecutore di un compito.
In questi casi, può essere utile cercare di capire l’origine di questa diffidenza: è un tratto caratteriale o dipende da una mancata maturazione della leadership del Responsabile? Dipende dall’estremo carico di lavoro al quale è sottoposto? È diffidente con tutti o solo con me? La complessità del lavoro e il parziale grado di copertura del ruolo da parte dei suoi collaboratori, giustifica questo comportamento? (Per esempio, siamo tutti molto junior in ufficio).
Sarà importante lavorare sulla fiducia, cercando di costruire un rapporto più stretto e condividendo la maggior parte delle informazioni in proprio possesso.
E, in caso di feedback, occorre fare molta attenzione alle parole che usiamo, scongiurando il rischio di fargliele prendere sul personale.

Il Disinteressato

Poi ci sono alcuni Responsabili che ci sembra quasi “scompaiano” spesso e volentieri. Ok, la delega è una cosa positiva, ma in questi casi ci sembra che si esageri. Ci appare completamente disinteressato rispetto al nostro operato, e questo può metterci in difficolta per due motivi: dal punto di vista delle responsabilità formali, il suo mancato supporto e il nostro ruolo gerarchicamente inferiore non ci consente sempre di lavorare come vorremmo nei nostri progetti, specie quando dobbiamo interagire in processi inter-funzionali che riguardano altre aree organizzative; e poi il suo disinteresse ci può demotivare perché ci viene a mancare un confronto, il riconoscimento del nostro operato, e la possibilità di migliorarci con feedback opportuni.
In questi casi può essere utile mostrare gratitudine per la fiducia mostrata, ma al tempo stesso esplicitare che si vorrebbe maggiore supporto, parlandogliene direttamente e proponendogli delle aree/attività nelle quali gli si chiederà una maggiore guida (giustificando questa richiesta di aiuto e spiegandogliene i motivi) e le aree/attività dove invece si concorderà una maggiore autonomia.
Se si riconosce che il nostro lavoro non è in cima alla lista delle cose importanti per il nostro Responsabile, è possibile chiedergli di organizzare degli incontri periodici, anche assai brevi, di allineamento. Occorrerà preparare bene queste riunioni, e gestirle in modo efficiente per usare al meglio il tempo a disposizione.

In queste situazioni, e anche quando il responsabile è piuttosto remissivo/“molle” verso gli altri manager, in genere conviene sviluppare il proprio network anche al di fuori dal proprio team, perché spesso si dovrà interagire con colleghi di altre aree aziendali senza interposta persona, senza passare per il proprio Responsabile.
Nei casi di remissività può anche essere utile indurlo a riflettere sul ruolo che il proprio team può assumere all’interno della più ampia organizzazione, su quelli che sono i possibili scenari e su cosa ci si aspetterebbe da lui e dai suoi collaboratori in ognuno di questi scenari. Così come può essere conveniente utilizzare la “persuasione razionale”, ovvero cercare di convincerlo, portandogli delle evidenze oggettive, del modo migliore di procedere.

L’Innamorato (di altri!)

Nei casi nei quali ci sembra che il nostro responsabile favorisca palesemente un suo collaboratore, il suo preferito, a discapito di tutti gli altri, può essere utile parlarne con qualcuno al di fuori del proprio team, che può darci un prospettiva esterna e diversa. Così come può essere utile osservare quali aspetti rendono così stretta la relazione tra il Responsabile e il suo collaboratore preferito e, perché no, emularli in modo autentico se c’è qualcosa che possiamo imparare dai suoi comportamenti.

Il Solista

E, infine, alcuni Responsabili ci appaino dei solisti: sembra che siano completamente focalizzati sulla loro carriera, fanno la loro corsa da soli, e noi ci sentiamo dei meri strumenti al servizio dei loro fini, organizzativi e personali. Nei casi estremi abbiamo addirittura l’impressione che si approprino dei nostri risultati come se non esistessimo!
In questi casi il vittimismo è assai poco utile, ma conviene piuttosto cercare di costruire una relazione migliore, esplicitando queste difficoltà in modo costruttivo, cercando insieme un approccio win-win e indicandogli come questo può portare benefici ad entrambi.

Che il tuo Responsabile ti piaccia oppure no, capiteranno comunque delle volte in cui lui o lei farà qualcosa che ti farà sentire arrabbiato, intimorito, tradito o frustrato, tradito.

Ma ricorda che, anche in queste circostanze difficili, quanto più:

1) comprendi al meglio le sue caratteristiche di leadership

2) e lasci lui/lei comprendere il tuo vissuto

quanto meglio riuscirete ad approdare ad un rapporto costruttivo.