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In Progress

Perché il feedback è importante

“Quello che non puoi misurare non lo puoi migliorare”

Questa frase eprime un concetto molto diffuso nelle organizzazioni, al punto che negli ultimi decenni nelle aziende si sono iniziati a valutare non solo aspetti quantitativi (i classici Key Performance Indicators – “KPI”, magari legati al fatturato di un certo prodotto; parliamo qui del “cosa” realizzare), ma anche aspetti quantitativi, ovvero il “come” realizzarlo (ovvero i comportamenti messi in atto per portare a casa i propri obiettivi).

Ok, ma che succede se in un’organizzazione c’è una spinta impellente alla valutazione e al feedback, ma poi le persone il feedback lo danno un pò come capita, secondo i loro modelli interni, magari genitoriali e improntati sul giudizio?

Il feedback, infatti, è fondamentale per la nostra crescita, personale e professionale.

Per imparare, per migliorarsi, per comprendere la qualità e l’efficacia dell’azione di un professionista, questi ha bisogno di ricevere feedback.

In particolare:

  • se riceviamo un “feedback costruttivo”, assumiamo consapevolezza di un nostro comportamento inappropriato da migliorare;
  • se riceviamo un “feedback rinforzante”, capiamo che un certo nostro comportamento va bene, lo possiamo ripetere. 

Questo non significa che siamo indegni, incapaci o inadatti. Significa solo che quella persona vede alcune cose che si dovrebbero fare in un altro modo, secondo altri parametri. Starà poi a noi decidere se e come usare quel feedback.

Non dimentichiamoci che l’essere umano ha bisogno infatti di valutare e valutarsi in continuazione, in ogni istante, altrimenti la sua stessa vita sarebbe messa a repentaglio.

Ne deduciamo che questo processo di valutazione così intimo all’essere umano è sempre auto-finalizzato, ovvero volto al servizio del valutatore stesso. Di conseguenza, quando valutiamo gli altri, come manager o come colleghi, comunque non abbandoniamo mai il vestito del valutatore auto finalizzato: esprimeremo sempre una valutazione finalizzata a noi stessi: saranno difficili commenti del tipo: “quel mio collaboratore ha avuto una buona idea che io non ho mai avuto”.

Occorre capire come questa valutazione auto finalizzata possa essere la più costruttiva possibile, in modo da ottenere il massimo dal collega.

Sebbene il feedback sia fondamentale per la nostra crescita, le persone spesso temono sia dare che ricevere feedback. In gran parte, perché non sono abituate al feedback articolato, ben fatto e puntuale. In genere, sono abituate a ricevere rimproveri, accuse, giudizi, che di per sé non sono molto utili, né costruttivi. Così, ogni tipo di feedback può essere vissuto come una critica personale. La persona si sente sminuita e per questo tende a rifiutarlo. Così si tende a rigettare i feedback che si ricevono. Ma non deve essere necessariamente così.

Vediamo, ora, come rendere il feedback efficace, specie in un ambiente di lavoro, dove possiamo seguire diversi modelli.